11-Presentazione alla seconde edizione: "Albania il Paese all'alba dell'Europa"
- Dettagli
- Visite: 3016
PRESENTAZIONI ALLA SECONDA EDIZIONE
“Albania il Paese all’alba dell’Europa”
Prof.ssa Erminia Zampano
Docente di Letteratura italiana e Latino
Liceo Scientifico dell'Istituto SS.Annunziata
al Poggio Imperiale di Firenze
Che cosa sappiamo dell’Albania, quali sono i legami storici e culturali con l’Italia? Ma soprattutto: conosciamo il suo popolo?
Credo che ad ogni domanda corrisponda una risposta pressappoco negativa, sia per mancanza di informazioni o per conoscenze legate al pregiudizio.
Ne consegue che soltanto la cultura della conoscenza può sostituire la cultura della diffidenza.
Questo libro rappresenta un valido aiuto per chi desidera conoscere e scoprire quella terra ricca di storia, cultura e tradizioni che si chiama Albania.
La condizione per conoscere è sentirsi un viaggiatore, un esploratore pieno di curiosità che nell’incontro con l’altro usa il cuore e la mente.
In questo viaggio in Albania la nostra guida è una persona “speciale”, un albanese che ama e rispetta la sua terra: Prof. Lutfi Guri.
E sappiamo bene che solo chi ha un profondo senso di identità di patria può rispettare la diversità delle culture.
Il libro è rivolto sia agli Italiani che agli Albanesi.
Per i primi sarà un utile strumento di conoscenza storica, culturale, paesaggistica dell’Albania e un invito a visitare quei luoghi ancora incontaminati e ricchi di fascino.
Per i secondi la lettura di questo testo potrà rappresentare un momento di formazione per riflettere sul significato e il valore della propria storia e rafforzare, così, la coscienza della propria identità culturale.
È proprio questa l’intenzione di Prof. Lutfi Guri, quella di offrire ai suoi connazionali l’opportunità di conoscere la loro storia, ricercare le loro radici per guardare e costruire il futuro con consapevolezza.
L’autore parla della sua gente come di “un popolo di grande saggezza e spirito di ospitalità”, doti umane comuni agli abitanti del nostro mare Mediterraneo.
Numerose immagini corredano il testo.
Si spazia dai paesaggi marini, con le stupende spiagge sabbiose o con le scogliere a picco sul mare di Valona e Saranda, ai paesaggi montani dell’Albania settentrionale, con le svettanti cime che si stagliano nell’azzurro del cielo dove volano le aquile.
La varietà dei paesaggi è il tratto distintivo dell’Albania. Ogni luogo montano, marino, fluviale, lacustre colpisce per la sua bellezza intatta e pura.
Ci troviamo inaspettatamente di fronte ad un paesaggio integro, che affascina e stimola sempre di più il visitatore a conoscerlo e incontrarlo.
Magica è l’atmosfera offerta dai laghi di Lura: specchi d’acqua limpida dai mille riflessi, che assumono colorazioni diverse nelle diverse ore del giorno e nelle differenti stagioni.
Dopo le necessarie informazioni sul territorio, sul clima, sulla flora e la fauna, l’autore si addentra nel tessuto storico, partendo dalla storia antica dell’Albania, che è alle radici della cultura europea.
Scopriamo che il popolo albanese discende dagli Illiri, una delle più antiche
popolazioni della penisola balcanica, che la lingua albanese è una lingua di origine indoeuropea.
L’exursus storico prosegue con il periodo preromano, la colonizzazione greca di Epidamnus e di Apollonia, la conquista romana e la costituzione delle province romane dell’Illiria.
Ed è proprio l’Illiria che fa da scenario nella guerra civile tra Cesare e Pompeo.
La bianca spiaggia di Palace, di fronte ad un mare azzurro, dalle acque così limpide e trasparenti da vedere i fondali, fu spettatrice dello sbarco di Cesare all’inseguimento di Pompeo.
Dopo la caduta dell’Impero romano d’Occidente, l’Albania conobbe un periodo d’invasioni e dominazioni.
Nell’XI secolo, l’Albania continuò a rappresentare una terra di conquista per molti popoli.
Venezia dominava su Scutari, Amalfi aveva fondato colonie a Durazzo. Seguirono poi le spedizioni normanne, il dominio degli Svevi, degli Angioini e, infine, quello devastante dei Turchi, per ben cinque secoli.
Credo che una certa attenzione vada riservata a quelle pagine del libro in cui si parla dell’eroe nazionale albanese Giorgio Castriota Skanderbeg, definito “difensore impavido della civiltà occidentale” e “atleta di Cristo”.
Quanti di noi hanno sentito parlare di questo personaggio, al quale è riconosciuto il merito di aver salvato l’Italia dall’avanzata del dominio islamico?
Fu grazie a Skanderbeg che i Turchi non riuscirono ad arrivare fino a Roma.
Ma, dopo la sua morte nel 1468, molti Albanesi si rifugiarono in Italia, dando vita alle comunità arbereshe, in Calabria, Sicilia, Puglia, Basilicata e Molise.
Interessante la storia delle emigrazioni di Albanesi in Italia dal XIV al XVIII secolo.
Sarebbe auspicabile una maggiore conoscenza dell’etnia albanese in Italia per apprezzare usi, costumi e tradizioni, così bene integrati e consolidati da secoli nel tessuto socio-culturale italiano.
Il filo storico prosegue fino ai tempi attuali: l’annessione dell’Albania all’Italia nel ’39 e gli anni bui della successiva dittatura comunista.
Anni in cui in Albania, isolata dal resto del mondo, si consumarono inimmaginabili atrocità verso chiunque osasse opporsi al regime, specialmente gli intellettuali e le comunità cristiane.
Infine, la liberazione e la costituzione di un moderno Stato democratico: un Paese certamente povero, avviato allo sviluppo, con tanta speranza in un futuro pienamente europeo.
Quest’ultimo è il quadro che ho potuto personalmente constatare nel viaggio effettuato nell’ottobre 2005 con un gruppo di miei allievi per partecipare alla Settimana della Cultura italiana nel mondo.
In questa occasione il nostro gruppo ha presentato un recital di poesie italiane e albanesi a Tirana, Valona e Scutari.
È stata questa una grande opportunità che mi ha permesso di conoscere una letteratura ignorata da molti, ma che rappresenta la memoria della grandezza del popolo albanese e delle inenarrabili sofferenze patite durante l’oppressione comunista.
Si è aperto così un altro scenario, quello umano, la conoscenza delle persone, l’incontro con un popolo.
Uno scenario certamente più prezioso di ogni paesaggio naturale che la stessa Albania possa offrire.
È il paesaggio umano e culturale che il “turista” dovrebbe provare a scoprire.
È con grande slancio ed entusiasmo che auguro al Prof. Lutfi Guri un’ampia diffusione del suo libro e che l’Italia e l’Albania possano cooperare per il benessere comune.
Prof. Erminia Zampano
Artur Spanjolli
Scrittore, Firenze
Leggendo il libro sull’Albania del prof. Lutfi Guri si entra subito in contatto con la storia dell’Albania e si subisce una sorta di fascinazione non solo per via di una ricchezza delle informazioni ma anche per il modo in cui sono espresse.
La curiosità cresce con il passar delle pagine perché vengono a fiorire degli elementi, delle storie ripescate dalla remota memoria di un paese antico e spesso dimenticato o lasciato a parte dai contemporanei.
Il prof. Guri, con la pazienza e la dedizione di un studioso mosso solamente dall’amore per il suo paese, ha raccolto questo prezioso materiale trovato in enciclopedie e libri di mezzo mondo e l’ha riordinato a suo piacimento creando così, tassello dopo tassello un mosaico ricco di elementi, di informazioni, di date, di dati storici e di storie e ministorie che abbracciano 3000 anni di memoria della terra albanese.
Ciò che colpisce nel suo libro non è solamente il suo lavoro rigoroso e il modo come ha concepito essa, ma anche lo stile con cui il prof. Guri si esprime.
Chiaro e preciso, senza distrazioni e coloriture letterarie spesso inutili.
Proprio un lavoro che mette bene in evidenza lo stile della sua scienza d’ingegnere: preciso e chiaro.
Il libro, una volta preso in mano, si divora d’un fiato e la lettura viene resa più appetitosa anche dal supporto delle fotografie che accompagnano i capitoli.
Foto illustrano sia l’epoca preistorica e Illirica attraverso i reperti archeologici rinvenuti come l’epoca d’oggi, quella delle grandi trasformazioni sociali e della democrazia.
Il libro attraversa le epoche della storia albanese dai re Illiri, attraversando l’epoca luminosa della resistenza albanese contro i turchi, l’epoca dell’indipendenza, le due guerre mondiali, l’epoca di Hoxha, fino agli svolgimenti democratici dopo gli anni novanta.
Il libro è di estremo interesse anche per un altro motivo: può essere una ottima guida per tutti quelli italiani che hanno interessi d’investimento in Albania.
Perché fornisce non solo dati sulle condizioni poste dal governo albanese riguardo gli investimenti stranieri ma spiega anche la procedura su come muoversi in un territorio ignoto.
Libro dunque che non ha solamente uno scopo conoscitivo a livello storico, sociale, politico e geografico ma è anche uno strumento utile per coloro che vogliono approfondire degli argomenti specifici.
Questo anche grazie al ricco materiale citato nel libro ed all’ apparato informativo che si trova nell’indice del volume.
Augurando al prof. Guri un successo, sono convinto che chi acquisterà il libro troverà dentro gli elementi principali, chiave per una prima conoscenza del popolo, della terra, della storia, della geografia e della cultura albanese.
Artur Spanjolli