02-Presentazione del libro "Albania il Paese dei Contrasti" da Dott.Arch. Luigi Caliterna
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Presentazione del libro
“Albania il paese dei Contrasti”
di Prof. Lutfi Guri
da
Dott.Arch. Luigi Caliterna
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IL PAESE DEI CONTRASTIFirenze 2001 |
Mi è gradita l’occasione di questa pubblicazione perché, come poche altre, è il frutto di un amore intenso dell’Autore per la propria terra e per la sua storia.
Leggiamo qualche righe scritto da Ing. Lutfi Guri nella prefazione del libro:
“…Occorre gettare le basi di una conoscenza fondamentale del mio popolo e del mio paese Albania, anche per i miei connazionali che vivono in Toscana, circa 30 mila regolari e ben integrati, di cui 37% a Firenze,( anno 2001).
Per consentire di comprendere le radici storiche e culturali di un popolo chiuso per decenni in un silenzioso isolamento, quasi fosse uscito per sempre dalla scena europea, destinato a rimanere ai margini della storia ma che in realtà possiede grande saggezza e spirito di ospitalità.
“…Che antenati degli odierni albanesi,
gli Illiri e i bisnonni Pelasgi, sono il popolo più antico della penisola balcanica che si stanziò nell'area occidentale della penisola, compreso il territorio greco sin dalla preistoria.
I bisnonni degli albanesi,
i Pelasgi, hanno svolto un ruolo di rilievo nelle vicende politiche e culturali dell'antico mondo mediterraneo, e i Greci impararono dai Pelasgi non soltanto l’arte della lavorazione dei metalli e la costruzione delle mura, ma anche il modo di scrivere e la cultura”.
Plinio, “Storia naturale”, vol. III, pag. 102; 110)
…Nella penisola balcanica l'Albania è, dopo la Grecia, il paese più ricco di testimonianze quello di cui maggiormente parlano gli scrittori antichi, e nel quale resti ingenti, per mole e per bellezza, rievocano grandi pagine di una lunga storia.
…Molti intellettuali non solo in Italia ma in tutta Europa hanno mostrato interesse per le gesta di Skanderbeg e del suo popolo. Che grazie a Scanderbeg ed alle sue imprese si infranse il sogno turco di arrivare fino a Roma ("difensore impavido delle civiltà occidentale e"atleta di Cristo"). Basti ricordare i versi di Lavardin, Duponcet, Pierre de Ronsard e Alphonse de Lamartine ecc.
…In pochi sanno che la lingua albanese è tra le più antiche lingue di origine indoeuropea, e che la lingua greco antico e il latino sono più giovane della lingua antica albanese.
…L’Albania è povera, ma bella; di una bellezza violenta e romantica insieme.
Una terra classica, di sole, montagne, campagne e fiumi.
Un mare cristallino, dove il piacere del silenzio e del ritmo più lento della vita portano alla riscoperta di valori preziosi.
La notevole bellezza dei paesaggi della campagna, della foreste, dei laghi e le bellissime spiagge di sabbia della costa adriatica e ionica, offrono agli amanti della natura
opportunità uniche da scoprire e da godere.
…L’Albania gode di una ricca varietà di flora e fauna, grazie ai suoi paesaggi isolati ed ancora intatti, e grazie anche alla varietà del clima.
…..Le molte bellezze naturali, la varietà della fauna e le risorse considerevoli del sopra e del sottosuolo; la creano i presupposti necessari per investire con fiducia in Albania
(ad oggi vi operano in Albania più di 600 imprese italiane, mentre quelle che commerciano sono più di 1600)……”
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Lutfi Guri, Ingegnere laureato presso l’Università di Tirana, Luti per noi amici, manifesta i suoi più profondi sentimenti in questi scritti, apparentemente ordinati e formali,
ma sostanzialmente permeati da una profonda conoscenza e da una grande nostalgia per quanto ha lasciato nel venire in Italia.
Lo conobbi diversi anni orsono nel corso di una delle mie visite in Albania (quando Lutti era Direttore Generale di una grande Azienda Nazionale d’Albania).
Tanta fu la simpatia e la considerazione che mi trasmise che ben presto fu facile costruire un’amicizia profonda basata sulla reciproca stima.
Vedevo allora quella nazione, uscita dagli anni tremendi di una dittatura feroce, come ai tempi della mia giovinezza avevo visto l’Italia.
Lo straordinario periodo dell’immediato dopoguerra, quando non esisteva più nulla e tutto doveva essere ricostruito.Ricordo quegli anni ricchi di possibilità che,
a chiunque avesse volontà ed immaginazione, offrivano possibilità di operare e riaffermare la propria capacità.
La ricostruzione e successivamente il miracolo economico ebbero le basi in questo spirito d’intraprendenza che consentiva di realizzare nuovamente quanto il periodo
bellico aveva distrutto.
Una visione entusiasmante che, non solo ricomponeva, ma che individuava soluzioni nuove in un’attualità più avanzata ed evoluta.
A distanza di molti anni, una quarantina, ritrovai questo spirito nell’ Albania impoverita in misura inimmaginabile, ma pronta a trovare la spinta per riprendere il cammino
forzatamente interrotto.
In questo scenario stimolante si inseriva, per me architetto, la visione dell’antico rapporto con l’Italia che, culminato intorno agli anni 30-’40, dotava Tirana di un nuovo
piano regolatore, opera del fiorentino Gherardo Bosio, capace di inserire nella città connotati spaziali e formali, da vera capitale, fino allora mai posseduti.
Allora ho girato in lungo ed in largo questo paese che veramente può definirsi dei contrasti.
L’amorevole cura e la perfetta conservazione delle cose dell’arte contrastavano con il miserevole abbandono delle case degli uomini e delle infrastrutture!
La bellezza della natura, raffrontata all’opera dell’uomo quasi sempre abbandonata in rapida rovina, dava un enorme sgomento.
In questo quadro conobbi Luti mi parve subito un uomo saggio e sensibile, pieno di dignità e di cultura, ma soprattutto ricco del desiderio di contribuire alla
ricostruzione del suo Paese.
Come non potevamo diventare amici? Credo che la reciproca conoscenza e stima sia alla base della comprensione tra gli uomini.
Sono sentimenti razionali che quasi sempre precedono quelli irrazionali: la simpatia e l’affetto.
Questo è stato il divenire del nostro rapporto, che spero possa durare nel tempo e dare frutti positivi e gioiosi.
Grazie Luti!
Luigi Caliterna

